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E’ stato approvato il 30 luglio scorso il bilancio consuntivo di VUS. Il documento contabile, votato all’unanimità, registra  122.000 euro di utile, che rimarrà a disposizione dell’azienda,  avendo scelto i Comuni soci, proprietari di VUS,  per la prima volta di non ridistribuirlo. La somma verrà reinvestita in azienda. Va sottolineato che la contrazione dell’utile rispetto agli anni precedenti deriva sia da una significativa e sostanziale revisione dei crediti, depurati da quelli non più esigibili, che da un incremento dell’accantonamento per il fondo a copertura dei rischi aziendali. Questa operazione all’insegna della prudenza e di una gestione oculata va letta anche tramite i dai dati contabili. VUS ha istituito un fondo rischi di 11.170.000€ e un fondo svalutazione crediti di 3.400.000 €. Va poi sottolineato che l’azienda negli ultimi 10 anni ha investito complessivamente 91.071.006 €, dei quali 41.673.020 sono stati autofinanziati.

Con l’approvazione di questo bilancio, da statuto, decade il Consiglio di Amministrazione; tuttavia le nomine del nuovo consiglio sono state rinviate, in quanto è stato ritenuto opportuno  procedere con un approfondimento sul merito del decreto della “spending review”, normativa che avrà riflessi sia sull’intero settore dei servizi pubblici, che sulla governance dell’azienda. L’assemblea dei soci è stata quindi riconvocata  il 30 agosto ’12.

Con la recente sentenza della Corte Costituzionale n. 119 del 20 luglio scorso, con la quale si ripristina la volontà popolare espressa con i referendum del 2011 in materia di gestione dei servizi pubblici locali e che fa tornare in vigore la disciplina europea che consente agli enti locali di scegliere tra più opzioni organizzative, si riapre la questione della gestione del servizio idrico e dell’igiene urbana (non quella della distribuzione del gas che è definita da normativa autonoma e dall’Autority). In merito, l’Assemblea dei soci e i Consigli Comunali dei comuni soci VUS hanno più volte espresso la volontà di mantenere pubblici i servizi locali, coerentemente con la volontà popolare. In questa ottica, ci preme evidenziare - peraltro analogamente a quanto recentemente espresso anche dalla Federazione nazionale delle aziende del settore ambientale - la necessità che VUS possa essere guidata salvaguardando la possibilità di operare scelte imprenditoriali che ne consentano la crescita e l’affermazione all’insegna dell’efficienza e dell’economicità. Il contesto in cui si opera, sia di settore, che generale, richiede certamente alleggerimenti, e non certo vincoli e condizionamenti frutto di nuove formule gestionali. Auspichiamo quindi che il Governo e il Parlamento, coerentemente con le norme europee e la volontà popolare, disegnino un quadro di regole chiare che consenta di definire, una volta per tutte, l’assetto della gestione dei servizi pubblici locali nel nostro territorio. “È ormai giunto il momento di superare definitivamente la  “sindrome normativa” (leggi e leggine, decreti e regolamenti che modificano all’infinito il settore) che ha caratterizzato i servizi pubblici negli ultimi anni, sindrome che è stata di grande ostacolo alla pianificazione, alla programmazione e allo sviluppo della VUS” dichiara il presidente Giorgio Dionisi.