19 ottobre 2009

Rimborsi IVA sulla TIA: la VUS procederà d’ufficio quando la normativa lo consentirà

La sentenza 238/2009 della Corte Costituzionale ha stabilito che la tariffa rifiuti ha natura tributaria e quindi non deve essere assoggettata ad IVA. Il rimborso dell’IVA ai cittadini dei comuni dell’Ati 3 soggetti a tariffa sarà fatto dalla Valle Umbra Servizi d’ufficio, a tutti gli utenti, quando la normativa lo consentirà. È quindi assolutamente superfluo presentare domanda per ottenere il rimborso.

Va sottolineato che la Valle Umbra Servizi funge da esattore dell’IVA e non ne trae alcun utile, ma per procedere al rimborso deve essere chiarita la normativa. Attualmente infatti non è stata abrogata la norma che assoggetta la TIA all’IVA (DPR 633/1972  tabella A – parte III – n. 127 sexiesdecies) e al riguardo Federambiente, la federazione delle aziende di settore, ha sollecitato un chiarimento normativo che consenta alle aziende di procedere di conseguenza.

Un ulteriore elemento da evidenziare è che il rimborso dell’IVA sarà fatto, quando la normativa ne definirà le modalità, solo per i cittadini di Foligno, Montefalco e Bevagna, i comuni dell’ATI 3 in cui è applicata la tariffa d’igiene urbana. Detto rimborso, sarà calcolato a partire dal 2006, anno in cui la TIA (tariffa di igiene ambientale) è stata introdotta in sostituzione della Tarsu (la tassa sui rifiuti solidi urbani), con la quale non si pagava l’IVA.

La questione è un caso burocratico-amministrativo che suscita aspettative nei cittadini e problemi per l’operatività delle aziende di gestione come Valle Umbra Servizi. Al riguardo Luca Barberini, presidente di VUS afferma “Ci auguriamo che tutto il quadro normativo venga chiarito a breve. Nel frattempo è importante sottolineare che la nostra azienda non sta traendo alcun vantaggio dalla sentenza della Corte Costituzionale: per noi l’IVA è solo una partita di giro. Il nostro unico interesse è operare nel pieno rispetto di una gestione trasparente e chiara del ciclo dei rifiuti, compresi gli aspetti tariffari e fiscali. L’attuale situazione normativa è invece contraddittoria, tanto da essere oggetto di interrogazioni parlamentari e di un emendamento ad un decreto di legge in corso di approvazione, che tuttavia, ad oggi non hanno ancora trovato una risposta definitiva da parte del Governo e Parlamento. ”